Un ricordo

Anna Maraventano – Texte / Text / Testo Histoire écrite en italien / Story written in Italian / Storia scritta in Italiano Talvolta si vivono certe storie che non si riesce a sapere quali sentimenti hai provato mentre le vivevi e quali oggi quando le rievochi. Rimangono come pellicole riposte nella cineteca della memoria in attesa di essere forse un giorno riviste. Perché? una casualità? un’associazione di idee? Una prozia settantaduenne, sorella della nonna materna, quando io avevo circa quattro anni, venne a svernare a casa nostra in città. Soffriva di una lieve depressione ciclica e dunque dal suo paesino dell’entroterra della Sicilia veniva in città per farsi seguire dai […]

La mia vita è cambiata

Il giorno che mi ha cambiato la vita è stato il 25 ottobre 2005, cioè la nascita di mia sorella Gaia. Ero all’asilo ( Kiddy College) e ad un certo punto, prima dell’uscita, mia nonna mi è venuta a prendere e mi ha detto “ lo sai Silvia, è nata la sorellina!”. Siamo corse in macchina e siamo andate all’ospedale per vederla. Appena arrivate ho visto i miei nonni e mio padre e li ho abbracciati. L’infermiera non ci ha fatto entrare subito e non ho ancora capito per quale motivo. Comunque, dopo avere aspettato un po’, siamo entrati e ho visto questo “essere” con i capelli e gli occhi […]

L’ultimo giro di Dabka

1. Amira versò il tè nero in due tazze di terracotta e aggiunse del latte prima di correre a svegliare Khalèd. Il buio della casa le impediva di vedere bene ma era sufficientemente vicina per capire che il fratello dormiva ancora, immobile sul materasso, protetto da una coperta di lana di capra che ricopriva il lenzuolo. Il piccolo fanus a petrolio illuminava appena i due materassi appoggiati per terra, l’uno di fronte all’altro e le ciabatte di plastica usate ma pulite per bene, avvolte tra la carta di un vecchio giornale, riposte con cura sotto la sedia impagliata. In Iraq si esce sempre con un paio di scarpe di scorta, […]

Il Cavallo di Nessuno

Solo una volta, nell’Odissea, Ulisse piange: ed è quando, ospite in incognito di Alcinoo, siede ad un banchetto organizzato in suo onore e ascolta l’aedo Demodoco che canta senza saperlo le sue stesse gesta, l’espediente del “gran cavallo di legno dove sedevano tutti i più forti degli Argivi portando la morte, la nera Chera, ai Troiani”. Canta Demodoco, ispirato da un dio, e Ulisse si commuove e le lacrime bagnano le sue guance: la guerra, i compagni, la morte, lui stesso. ‘Non aveva mai pianto prima’ commenta Hannah Arendt, ‘certo non quando i fatti che ora si sente narrare erano realmente accaduti. Soltanto ascoltando il racconto egli acquista piena nozione […]